Cixin Liu

La Materia del Cosmo

Ed. Mondadori 2018

 



L'universo è un'immensa foresta abitata da feroci predatori. Nascondersi significa sopravvivere, rivelarsi significa diventare prede. È quello che ha fatto la Terra, e ora i predatori stanno arrivando. Impiegheranno 400 anni, attraverso gli spazi siderali, e la Terra tenta di organizzare una disperata resistenza. I terrestri che avevano cercato di collaborare con i Trisolariani sono stati sconfitti, ma sul pianeta sono presenti i sofoni, particelle subatomiche in grado di dare agli alieni accesso istantaneo a tutte le conoscenze umane: ciò comporta che i piani difensivi sono a totale disposizione del nemico. Solo la mente umana rimane inaccessibile: è questa l'unica speranza di salvezza attorno a cui si costruisce il Progetto Asceti Impenetrabili, un audace programma che garantisce enormi risorse e affida poteri straordinari a quattro persone perché trovino una strategia difensiva efficace: tre sono importanti uomini politici e scienziati. Il quarto è un oscuro, mite astronomo e sociologo cinese, stupito che abbiano voluto affidargli quell'incarico. Eppure è proprio lui quello che gli invasori Trisolariani vogliono morto...

Questo è il secondo volume della trilogia ora nominata Il Passato della Terra, ma che per molto tempo era stata identificata con il titolo del suo primo romanzo: Il Problema dei Tre Corpi. Romanzo che ha vinto il Premio Hugo, piuttosto a sorpresa, e che avevo letto nella versione inglese ricavandone, a differenza dell'opinione media, un'impressione non completamente positiva. Ne avevo anche scritto una recensione piuttosto corposa, per spiegare il perché del mio giudizio. Poi, con l'uscita dell'edizione italiana, molti lettori a cui è piaciuta hanno detto che la trilogia migliora molto nei volumi successivi, raggiungendo il massimo con il terzo. A questo punto ho voluto riprenderne la lettura, nell'edizione italiana per risparmiarmi fatica, e verificare personalmente questi miglioramenti.
Ho letto ora il secondo volume, ed indubbiamente è una lettura più facile, decisamente più comprensibile, ma sostanzialmente perché la trama è più lineare, non ci sono arrotolamenti, continui flash bach e spiegoni infiniti. Cixin Liu dimostra sicuramente di avere una buona fantasia nel descrivere questo periodo in cui i terrestri si preparano a subire l'attacco della flotta dei Trisolariani, ma non sempre riesce ad essere logicamente perfetto, e sembra qualche volta di leggere uno dei romanzi dell'età dell'oro, quando l'eroe di turno faceva scoperte fondamentali nella cantina di casa e all'ultimissimo momento sconfiggeva l'invasione aliena. Qui non siamo certo a questo livello, ma la sensazione che si ricava ci si avvicina molto. Questo deja vu è sostenuto dallo stile narrativo, in cui poca attenzione al Punto di Vista, che si sposta spesso senza giustificazione, eccesso di uso del Narratore Onnisciente, insieme a dialoghi troppo banali, e non solo, danno davvero l'impressione di leggere un romanzo di ben più di 70 anni fa. È anche un po' impressionante leggere in questo romanzo (che nel precedente poteva avere una sua logica) delle frasi che potrebbero tranquillamente essere state estratte dal famoso Libretto Rosso, a dimostrazione di quanta differenza ancora ci separi per il modo di esprimerci e dell'ignoranza reciproca della storia che ha plasmato queste consuetudini.
Quindi, pur apprezzando alcune idee e lo spirito generale del romanzo, e tutto sommato anche le differenze culturali che dimostra, non posso certo apprezzarlo completamente, e se parte delle critiche che avevo rivolto al suo precedente non hanno più motivo di esistere per questo, ne rimangono vive una buona parte.
Inoltre il finale è senza alcun dubbio una delle parti più deboli di tutto il romanzo, quasi una presa in giro, o una soluzione buttata lì perché non si è saputo trovare di meglio. Succede tutto rapidissimamente e senza un'apparente ragione, con un ricatto che sembra banale e che ha diversi buchi logici. Ci sarà anche un perché, ma certo come chiusura di un romanzo non è l'ideale.
Molti lettori dicono che il terzo, e conclusivo, è ancora molto migliore. Vedremo.

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